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Quando è il momento giusto di rifare il sito aziendale?

Tabella dei Contenuti

Quando è il momento giusto di rifare il sito aziendale?

Rifare il sito aziendale è una di quelle decisioni che molti imprenditori rimandano per mesi, a volte per anni.
Un po’ perché “tanto il sito c’è già”. Un po’ perché “prima o poi ci mettiamo mano”. Un po’ perché, diciamolo, rifare un sito sembra sempre un lavoro enorme, pieno di testi da riscrivere, foto da cercare, decisioni da prendere e preventivi da valutare.

Però arriva un momento in cui il sito smette di essere uno strumento utile e diventa quasi un ostacolo.
Magari non rappresenta più la tua attività.
Magari è lento.
Magari da smartphone si vede male.
Magari non porta richieste.
Oppure, molto semplicemente, quando lo guardi ti viene da dire: “Sì, però oggi siamo un’altra cosa”.

In questo articolo proviamo a capire quando è davvero il momento giusto di rifare il sito aziendale, senza allarmismi e senza la solita frase “devi rifarlo perché è vecchio”.
A volte basta migliorarlo. Altre volte, invece, rifarlo è la scelta più sensata.

Il sito rappresenta ancora la tua attività?

Questa è la prima domanda da farsi. Un sito web non è solo una raccolta di pagine online.
È spesso il primo punto di contatto tra la tua attività e un potenziale cliente. Prima ancora di chiamarti, scriverti o venire in negozio, molte persone passano dal sito per capire chi sei, cosa fai e se possono fidarsi.

Il problema è che le aziende cambiano.
Magari hai iniziato con pochi servizi e oggi ne offri molti di più. Magari hai cambiato posizionamento. Magari lavori con clienti diversi rispetto a qualche anno fa. Magari il tuo modo di comunicare è cresciuto, ma il sito è rimasto fermo.

Ecco, quando il sito racconta una versione vecchia della tua attività, il rischio è che le persone si facciano un’idea sbagliata di te.
Un esempio semplice: se oggi lavori con aziende più strutturate, ma il tuo sito sembra ancora quello fatto “per partire” cinque anni fa, stai comunicando meno valore di quello che hai davvero.

Il sito deve essere allineato alla fase attuale della tua attività.
Non deve per forza essere enorme, costoso o pieno di effetti speciali.
Ma deve raccontarti bene.

Da smartphone si naviga bene?

Qui non si scappa.
Oggi moltissime persone visitano i siti da smartphone. Non solo per curiosare, ma anche per cercare informazioni importanti: orari, indirizzo, servizi, prezzi, contatti, modulo richiesta, indicazioni stradali.
Se il tuo sito da mobile è difficile da leggere, lento o confuso, stai creando attrito proprio nel momento in cui una persona potrebbe diventare cliente.

Alcuni segnali da controllare

  • Il testo è troppo piccolo?
  • I pulsanti sono difficili da cliccare?
  • Il menu è chiaro?
  • Il sito si carica velocemente?
  • Il modulo contatti funziona bene anche da telefono?
  • Il numero di telefono è cliccabile?

Sembrano dettagli, ma non lo sono. Una persona che cerca un servizio locale spesso ha poco tempo e poca pazienza.
Se il sito non funziona bene da smartphone, torna indietro e apre il risultato successivo su Google.

Non sempre perdi clienti perché il tuo prodotto non interessa. A volte li perdi perché il sito rende difficile contattarti.

Se vuoi approfondire questo tema, ne abbiamo parlato anche nell’articolo Sito Mobile Friendly: perché è importante.

Il sito ti porta contatti o è solo “online”?

Questa è forse la domanda più importante.
Avere un sito online non significa automaticamente avere un sito utile. Un sito può essere bello, elegante, anche tecnicamente corretto, ma se non porta contatti, richieste o opportunità, qualcosa va analizzato. Non tutti i siti devono vendere direttamente. Non tutti devono avere un e-commerce.

Però ogni sito aziendale dovrebbe avere almeno un obiettivo chiaro. Per esempio:

  • ricevere richieste di preventivo;
  • far chiamare l’azienda;
  • portare persone in negozio;
  • far scaricare un catalogo;
  • raccogliere iscrizioni alla newsletter;
  • spiegare bene i servizi;
  • rafforzare la fiducia prima di un incontro commerciale.

Se il tuo sito non ha un obiettivo preciso, è difficile capire se sta funzionando.

Il problema delle call to action

Spesso il punto non è rifare tutto, ma rendere più chiaro il percorso. Una persona entra nel sito e dovrebbe capire subito:

  • cosa fai;
  • per chi lo fai;
  • perché dovrebbe scegliere te;
  • qual è il passo successivo.

Se invece deve cercare informazioni in mezzo a testi generici, pagine poco aggiornate e pulsanti nascosti, probabilmente se ne andrà.
Un sito efficace non deve solo esistere: deve guidare l’utente verso un’azione.

Google riesce a capire di cosa parla il tuo sito?

Un altro segnale importante riguarda la SEO, cioè il modo in cui il sito viene letto e interpretato dai motori di ricerca.
Molti siti aziendali hanno pagine belle da vedere, ma povere dal punto di vista dei contenuti.
Testi troppo brevi, titoli generici, servizi non spiegati, assenza di parole chiave importanti, immagini non ottimizzate.

Il risultato è che Google fa fatica a capire quando mostrare quel sito. Se hai un’attività locale, questo diventa ancora più importante. Perché non ti interessa apparire ovunque: ti interessa comparire quando una persona cerca un servizio come il tuo nella tua zona.

Per esempio, se hai un’impresa che lavora a Faenza e dintorni, il sito dovrebbe aiutarti a essere trovato per ricerche coerenti con quello che fai.
Non basta scrivere “servizi professionali”: bisogna spiegare bene quali servizi offri, a chi sono rivolti e in quale territorio operi.

Un sito rifatto bene non è solo più bello. È più chiaro per le persone e più leggibile per Google. Su questo tema abbiamo raccontato anche un caso reale nell’articolo Da invisibili a primi su Google.

Il sito è facile da aggiornare?

Un sito aziendale non dovrebbe essere un oggetto fermo nel tempo.
Nel corso degli anni cambiano servizi, prodotti, immagini, team, offerte, articoli, eventi, modalità di contatto. Se ogni piccola modifica diventa complicata, lenta o costosa, il sito rischia di rimanere indietro.

Questo succede spesso con siti costruiti molti anni fa, magari con tecnologie poco flessibili o senza un sistema di gestione semplice.
All’inizio sembravano andare bene, ma col tempo diventano difficili da mantenere.

Un sito moderno dovrebbe permettere di aggiornare almeno le parti principali con una certa facilità: testi, immagini, articoli, pagine servizio, moduli, sezioni informative. Questo non significa che devi fare tutto da solo. Significa però che il sito deve essere costruito in modo ordinato, così da poter crescere insieme alla tua attività.

Abbiamo parlato dell’importanza della manutenzione anche nell’articolo Perché è importante aggiornare il tuo sito web.  

Quando basta migliorarlo e quando conviene rifarlo?

Non sempre la risposta è: “rifacciamo tutto”.
Anzi, a volte sarebbe anche sbagliato. Ci sono siti che hanno una buona base e hanno solo bisogno di interventi mirati: testi migliori, nuove call to action, ottimizzazione mobile, aggiornamento tecnico, qualche pagina in più, una struttura SEO più ordinata.

Altre volte, invece, continuare a mettere pezze diventa poco conveniente.

Conviene migliorarlo se:

  • la struttura è ancora valida;
  • il sito è tecnicamente stabile;
  • la grafica non è troppo datata;
  • i contenuti si possono aggiornare facilmente;
  • ci sono già pagine ben posizionate su Google.

Conviene rifarlo se:

  • il sito è lento o difficile da navigare;
  • da mobile funziona male;
  • non rappresenta più l’attività;
  • non porta contatti;
  • è difficile da aggiornare;
  • ha una struttura tecnica vecchia o fragile.

La scelta giusta nasce sempre da un’analisi, non da una sensazione. Rifare un sito aziendale ha senso quando il sito attuale non sostiene più gli obiettivi della tua attività.

Il punto è questo

Il momento giusto per rifare il sito aziendale non è per forza “quando è brutto”.
È quando non ti rappresenta più. Quando non ti porta contatti. Quando da smartphone crea problemi. Quando Google non lo capisce. Quando aggiornarlo diventa un incubo. Quando senti che la tua attività è cresciuta, ma il sito è rimasto indietro.

Un sito non deve essere perfetto, ma deve essere utile, chiaro, aggiornato e coerente con il valore della tua azienda. Se hai il dubbio che il tuo sito non stia più lavorando come dovrebbe, possiamo dargli un’occhiata insieme.

Meglio fare un check onesto oggi, che continuare per mesi con uno strumento che non ti aiuta davvero.

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Ale

Ale